domenica

Sono le nuvole, quasi uno scherzo sul cielo terso azzurro e limpido del Sassolungo, che ti salutano. Nuvole bianche immobili, nuvole colme di sogni, nuvole che sembra non vogliano seguirti sulla strada del ritorno.

Avevate salutato insieme le montagne,  promettendo di tornarci insieme l’estate dopo:  erano ancora molte le vie da esplorare

Il verde non si confonde con il cielo azzurro, quasi turchese, e le nuvole bianche, immobili, non segnano più ne’ il tempo ne’ lo spazio. Esistono. Sono, nel cielo altrimenti terso, uno scherzo.

Quasi ti aveva ferita, il verde della val Gardena, avevi portato in basso tutti i segni

La ragazza bionda passa veloce con la lunga gonna gialla brillante: l’ elegante costume tirolese rifulge nel mattino chiaro.

Non sembrano seguirla, le nuvole.
Esistono.

La ragazza bionda cammina veloce verso un uomo che l’aspetta sul piazzale e gli sorride agitando la mano: già di lontano lo saluta.

Se lo rivedessi non ti riconoscerebbe, se ti vedesse non ti riconoscerebbe

Verso monte le nuvole si addensano un poco, ma è uno scherzo anche questo: il cielo quasi turchese si allarga, ricopre la montagna, si fonde con il verde dei pascoli in una musica unica.

Era stata Venezia, in autunno, poi l’anno dopo a primavera lui era andato via: non gli eri bastata, non poteva aspettarti

Che sia un buon viaggio, che sia un buon ritorno.

Domenica mattina, Ortisei.

Distacco dalle montagne

Questa è la prova
che voi mi benedite –
montagne –

se nell’ora del distacco
la vostra chiesa m’accoglie
con la sua bianchezza di sole
e abbraccia forte la mia
malinconia
col canto
delle campane di mezzogiorno –

Nella piccola piazza
una donna ridente
vende le prugne rosse e gialle
per la mia ardente
sete –

sul gradino di pietra
della fontana
luccica la lama
di una piccozza –

l’acqua diaccia gela
il riso in bocca
a un fanciullo –
stampa lo stesso riso
sulla mia bocca –

Questa è la vostra
benedizione –
montagne.

Antonia Pozzi

Valtournanche, 30 luglio 1933
Pasturo, 23 agosto 1933

Annunci