Clandestina scrittura

Le scuse le cerchi proprio tutte e le trovi, anche.

Alzarsi presto e andare a camminare: dalle nove  alle dieci e mezza può andare bene se prima hai cambiato la lettiera del gatto rifatto i letti bagnato i fiori, se hai riordinato la cucina fatto un paio di telefonate;  prepari il marsupio, gli occhiali da sole, la bottiglietta dell’acqua e percorri tutta la ciclabile andata e ritorno a passo svelto con Ice: la tua linea ne guadagnerà e le membra si faranno più sciolte, duttili quando serve …

La doccia è indispensabile, dopo, preparare pranzo pure.

Un’altra mattinata è andata, per fortuna: non hai proprio avuto tempo.

Pomeriggio di calura che come sempre opprime e ti sfianca.

L’orologio gira lento e segna il cinque di agosto che  sta passando tra le tue dita imbelli e sudate, incapaci di trovare i tasti giusti per dare suono ai tuoi strumenti:  troppo caldo per andare nello studio accendere il computer e scrivere le prime parole le prime frasi; batte il sole subito dopo il mezzogiorno contro la tapparella, manca l’aria nella piccola stanza, la libreria bianca –  colma di carte –  non lascia il più piccolo spazio ad  altro che non siano  libri scritti da altri.

Di sera non puoi: devi uscire perciò cambiati, truccati, pettinati e vai.

Un’altra giornata è andata: non hai proprio avuto tempo.

Certo ti sei vestita di nero: affina il corpo ed più elegante, la sera; il nero nasconde tutto quel che non vuoi dire, che non vuoi far sapere.

E’ un affare clandestino, la scrittura: lei e te, tu e lei, soltanto voi due, vecchie e buone amiche che si confidano davanti ad un bicchiere di vino rosso.

Come sempre accade al vero amore che inizia quando meno te lo aspetti, hai tanta gelosia e poche parole nelle tasche: trecento settanta circa per un breve post, altro non sai.

Comincerai domani all’alba, promesso: domani.

 All’ipotetico lettore

Ho messo la mia anima tra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa’ che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l’affetto nell’addio
non è minore che nell’incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.

Margherita Guidacci

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