Stasera i glicini

Stasera vorresti raccontare dei glicini, fiori generosi, grappoli profumati e opulenti, abbondante bontà e grandezza di aprile.

C’è un leggero vento quasi caldo tutto intorno, una moltitudine di stelle che palpitano – più in alto, molto più in alto – e lontano l’abbaiare triste di un cane. Lungo la strada, illuminato da un lampione, un pergolato di glicini che si protendono verso l’asfalto e sembrano lacrime.

Stasera vorresti raccontare dei glicini ma è tardi, le stoviglie in cucina sono cadute e un’onda di rabbia e di pena ti porta lontano. Il televisore disturba i ricordi, le voci confondono.

Avresti raccontato dei glicini.

IL PERGOLATO DI GLICINI 

Solaria,
il vento del sud scrolla e devasta il tuo pergolato di glicini. 
Ne piombano a terra i corimbi, chicchi violetti di grandine, 
pesanti d’un peso di morte. 
Così a te traboccan dagli occhi,
nell’ora del torbido amore, le lacrime; 
ma non si raccoglie il pianto d’amore,
non si raccolgono i fiori caduti del glicine. 

Ada Negri

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