ESERCIZI DI SCRITTURA : due, lettera fatta scrivere

 

Caro marito,

sono più di tre anni che sei lontano e diventa sempre più difficile raccontarti quel che capita a tutti noi, qui.

Questa volta sono venuta da Guidino il sacrestano per farti scrivere queste mie poche righe; il prevosto  è morto e quello nuovo non lo conosco, non mi oso e non so se sarà capace di capire noi gente di campagna, che non sappiamo dire belle parole. Aspetto che qualche altra donna  più coraggiosa ci vada per prima: io non lo son mai stata tanto .

Guidino lo conosci, era amico di tuo padre, è stato anche lui soldato in quella Grande, è del paese e ci capisce.

Anche lui ha tre figli militari.

Caro marito, lo so che non devo perdere tempo e far scrivere cose inutili, ma è bello stare qui seduta sull’aia della casa dei Boschi e parlare mentre Guidino scrive. Mi sento quasi una signora e mi riposo.

E’ dura la vita senza di te, marito mio.

Siamo stati poco insieme e Maria Teresa è quasi grande, ha tre anni adesso, e tu non l’hai mai vista: assomiglia a te,  stessi occhi neri,  stessi capelli ricci, il naso di tua madre un poco storto, di me ha preso proprio poco; non ho soldi per far fare una foto e mandartela, perciò accontentati, chiudi gli occhi e guardala nella mie parole.

E’ brava, povera Mariuccia, anche se non ha mai conosciuto il suo papà. E’ bravo anche Giovanni, però, anche lui è diventato grande.

Aveva gli anni di Mariuccia adesso, quando ti hanno richiamato ed è diventato  alto, forte, mi aiuta a portare dentro l’acqua, a spaccare la legna. Lo faccio andare al mercato a vendere le uova e mi prende l’olio e le sardine; lo conoscono tutti in paese e sa contare i soldi. Povero Giovannino anche lui, non posso mandarlo a scuola e così si cruccia perchè non sa leggere e scrivere tanto bene; quando tornerai ci penseremo, basta che torni presto: tre anni sono lunghi e mi sono venuti i primi capelli bianchi.

Tua madre sta bene, è guarita dalla febbre di questo inverno, non tossisce quasi più; è sempre la stessa: parla troppo ma è buona, prega tanto, prega che tu torni presto.

Sono stata fortunata a finire nella vostra casa, marito mio, e quando tua mamma mi trova da dire so che lo fa per il mio bene, perchè ho ancora tanto da imparare. Le sfoglie delle mie tagliatelle non sono mai sottili come le sue, quando cucio faccio i punti un po’ storti, ma ho la volontà, tu lo sa, posso ancora imparare meglio. Però nei campi, a sfogliare la meliga, non sono seconda a nessuno, e neanche a cardare la lana. Vengono a farmi fare i materassi e se non hanno da pagare mi portano sempre qualcosa così andiamo avanti. Dicono che sono proprio fatti bene, i miei materassi, ed il crine lo batto tutto a mano..

Speriamo che finisca presto, speriamo che tu ritorni prima dell’inverno.

L’altro ieri c’erano i falò: su tutte le colline si sono accesi, ma c’era il coprifuoco e li hanno spenti appena si è fatto buio perchè avevamo tutti paura che li vedesse Pippetta e venisse a bombardarci.

Ti ricordi la Madonna d’Agosto, prima che tu partissi, prima che questa storia cominciasse? Eravamo andati a vederli dal poggio tenendo Nino per mano e lui aveva paura, guardando tutti quei falò sulle colline che scintillavano nel buio. Adesso dice che non è vero, ma ha ancora paura, ha paura che tu non torni.

Guidino mi dice di non pensarlo nemmeno, finirà presto, faremo una grande festa. Tornerete tutti a casa, alpini, fanti e tutti, proprio tutti andremo a messa con il vestito nuovo e ci fermeremo a parlare e scherzare davanti al portone grosso della chiesa come quando andavamo a messa di mezzanotte, la Vigilia.

Scrivimi presto, per piacere, mandami tue notizie, anche poche parole se non hai tempo: non so nemmeno bene dove sei, la Russia è lontana di sicuro, dicono che faccia tanto freddo.

Ne dicono altre, ma Guidino non me le scrive.

Caro marito, non puoi farti fare una fotografia e mandarmela? Mi piacerebbe tanto sapere come sei, adesso. Porti i baffi? Ti sei fatto crescere la barba? Anche a te i capelli sono venuti un po’ bianchi?

E’ morto Pinuccio, sai, quello della casa Rossa; era un po’ più vecchio di te; è caduto da una rocca mentre tagliava la legna, quando l’hanno trovato hanno fatto venire  un medico ma era troppo tardi.

E’ morta anche Giuseppina, la figlia di Michén, non aveva neppure vent’anni, non te la ricordi perchè era una bambina quando sei partito. Appendicite, hanno detto: si è sentita tanto male, tanto male, l’han caricata sul carro per portarla all’ospedale ma non ci è arrivata.

Così, son tornati indietro a metà strada.

Noi però tutti bene, tiriamo avanti. Abbiamo poco da mangiare e d’inverno i bambini patiscono, ma adesso d’estate si sta meglio: c’è tanta frutta, c’è la roba dell’orto, non possiamo lamentarci.

La capretta ha fatto i piccolini: se Dio vuole li venderemo e avremo un po’ di latte; Nino vuole prendere un maiale ma io non so… E’ ancora giovane anche se vuol saperla lunga e per comprarlo, il maiale,  dovrei fare dei debiti. Se poi va male come li ripago?

Ma basta, se prima dell’autunno tornerai ci penseremo.

Ti ricordiamo sempre, e ti abbracciamo forte, anche Mariuccina con le sue braccette corte.

Rispondimi presto, per piacere, così mi faccio forza; metto tanti baci in questa busta, marito mio;

Ti abbraccia e bacia anche la tua mamma.

La tua affezionata sposa Tonina

hr-line

byMaT2015

A mio nonno Giudo: andavano in tanti a fargli scrivere le lettere…

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2 pensieri su “ESERCIZI DI SCRITTURA : due, lettera fatta scrivere

  1. tachimio ha detto:

    Molto vera e commovente..La Grande Guerra ci ha lasciato molte testimonianze di gente che attraverso le lettere, ci ha raccontato molto della vita di allora, della tanta semplicità di famiglie smembrate. Il nonno apprezzerà…Ciao. Isabella

    Piace a 1 persona

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