Capita

Nessuno sa com’era bionda, com’era dolce, Mihaela.

Nessuna era come lei, nessuna: lei sapeva parlarmi dolcemente e se ero stanco mi ristoravo, se ero arrabbiato mi  intenerivo, se avevo paura mi rincuoravo.

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PER CLAUDIA, di Phlomis

Per la seconda volta è Phlomis68 del blog  IOINVIAGGIO  a raccogliere nuovamente il testimone  della mia staffetta narrativo letteraria.

Una sorpresa, ieri sera tardi, ed ora eccolo qui, anche fra le mie nuvole sparse, un intenso  breve pezzo dedicato a settembre e all’amicizia. Vi sono luoghi, vi sono ricordi, vi sono sensazioni ed immagini e dietro le parole si avverte un mistero che, a ben guardare, non è altro che la vita stessa.

Grazie, 

… e buona lettura!

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Settembre con tramonto e principessa. (per Claudia)

Settembre, ancora la mia estate dentro, 19 settembre è ancora estate, la mia estate, un’altra giornata serena al mare, sabbia conchiglie sassolini rametti secchi, piccole cose da guardare e anche le più grandi come il mare e il cielo, e tutte queste nuvole come nuvolesparsetraledita  che si incrociano, che formano disegni che fanno pensare a qualcuno o qualcosa di più grande, immenso, infinito dentro al quadrato dei nostri limiti, e poi tramonti accesi infuocati o albe soffuse, rosa. Vele bianche che ricorrono nel mio orizzonte, una chitarra e un bandoneon gitano sulla spiaggia ed io che scrivo poesie.

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Estate, 19 settembre, ancora amiamo, ancora suoniamo, ancora sogniamo, ancora scriviamo e voliamo via tra queste nuvole, in questo tramonto che accende un vulcano su una rocca su una collina con una principessa chiusa nella sua torre che osserva le nuvole andare via lontano e perdersi via, lontane e vicine che quasi si toccano in punta di piedi, in punta di dita, in punta di cuore, da quella finestra che guarda il mondo, con l’incendio dentro e fuori a cui lei, la principessa, non sa dare il volo.

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Qui il post in inglese

Risultati immagini per inglese

 

DUE CUORI, LA PIOGGIA E UN SETTEMBRE, di Phlomis68

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Il primo contributo per la staffetta narrativa

SETTEMBRE SCRIVIAMO 

è di  Phlomis68, del blog ioinviaggio

Phlomis mi regala un delicatissimo racconto di settembre :

DUE CUORI, LA PIOGGIA E UN SETTEMBRE

da Favola per mio nipote,

un racconto inedito dedicato al mio piccolo immenso amore, mio nipote

Phlomis68

Roverella è una fanciulla-quercia, mentre Verbascum un pirata-roccia. Verbascum scopre di essere innamorato di Roverella in modo tenero e delicato.

Quel giorno era il 19 settembre, cessato ogni colore, esaurita la lunga ubriacatura dei colori della primavera e della prima metà dell’estate, tutto era secco esausto e in sofferenza per la lunga siccità, le coronille, gli alaterni, i carrubi ,gli ulivi pendevano tristi foglie secche accartocciate, era una pena vederle così, l’erba tanto rigogliosa e forte ora era stesa abbattuta e gialla, sterpaglia secca, gli ulivi avevano abortito le olive.

Dove erano andati i trifogli, le centauree, i gladioli, le acetoselle, gli asfodeli, la veronica rossa, i lamium, il verbascum nigrum, le orchis italiche, le campanule, il convolvolo rosa, gli allium e tutti, tutti con i loro intensi fiori dove erano andati?

Tutto secco sparito solo lo spinoso sparzio villoso buttava ancora nuovi germogli e minacciava di invadere e sopraffare i coltivi.

Da quanto non pioveva! Il temporale suonava la sua sinfonia, un rombo di tuono si perdeva laggiù verso P. e un lampo schioccava sulla vetta di un ulivo vicino, il fiume che aveva il suo corso a pochi metri dal roccione raccoglieva quella pioggia improvvisa e la convogliava alla cascatella più in basso sul mare.

Al riparo dalla roccia Roverella ristette in silenzio: come era bello persino il temporale!

Verbascum pure manteneva il silenzio e piangeva.

Piangeva di malinconia, pensava al naviglio che aveva abbandonato, alla Tsiligua, che forse era stata venduta e aveva mutato nome, ma non aveva rimpianti, oggi era sereno, era un uomo in pace. Sentiva un sottile dolore d’amore per la fanciulla e sapeva che mai avrebbe potuto comunicarglielo ma ora la stessa pioggia li univa e li separava, ma ora la stessa pietra trasmetteva loro calore e assorbiva i battiti dei loro cuori.

Verbascum riaprì gli occhi, la pioggia era cessata, gli odori della terra e dell’erba e il respiro degli alberi erano dilatati e amplificati dalle gocce d’acqua, si mosse dunque d’istinto verso il punto in cui si era riparata la fanciulla ma non la trovò, trovò la sua impronta tra l’erba e accanto notò una piantina di cisto rosa, di cui prima non si era accorto, era minuscola, prese delle pietre e le dispose a cerchio per proteggerla. Perché proprio questa piantina, si sorprese a pensare, ve ne erano tante su quel lato della montagna così ben esposto, a sud ovest, a fine maggio era tutta una macchia di colore rosa brillante. Gli pareva che quei fiori di cisto fossero un poco come lui e un poco come lei ma non sapeva dire come o perché.

Grazie: un regalo bellissimo, un racconto inedito che si legge d’un fiato e rimane sospeso, come tutte le favole.

Ora chi prenderà in mano il testimone e continuerà la staffetta?

si accettano anche foto e poesie….