Sarebbe stato dolce naufragare

Nuvole sparse tra le dita

L’alzarsi all’alba, ogni mattina, scendere per prendere la legna ed accendere la stufa.

Preparare il caffè e buttarlo giù caldissimo, quasi scottarsi lingua e palato, ma così è più buono altrimenti non sa neppure di caffè.

Chiamare chi ancora dorme forte, aprire le persiane al nuovo giorno.

Rifare i letti buttando alla finestra le lenzuola e  le coperte ogni mattina.

Spazzare sotto il letto, scopare ogni giorno la scala pulire i fornelli

Cucinare risparmiando perchè è sempre stata dura: le tagliatelle verdi tirate a mano con le punte tenere delle ortiche, la torta di asparagina patate pane ammollato nel latte qualche uovo, il bianco mangiare e il budino piemontese fatto con una caramella disciolta per dare buon sapore.

I piatti, lavati tutti a mano e risciacquati con l’acqua fredda, il bucato fatto nel fiume; ora quasi non usare la lavatrice e sorridere lieve se si dice.

La stanza chiusa, la…

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Una stanza tutta per sé

Una recensione per incuriosire, un libro da leggere.
Grazie, Viv!

STRAVAGARIA

Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, Feltrinelli

La libertà intellettuale dipende da cose materiali. La poesia dipende dalla libertà intellettuale. 

Il titolo di questo breve saggio, che condensa due conferenze che la Woolf tenne a Cambridge nel 1928 a partire da una serie di riflessioni sulla donna e il romanzo, punta al nocciolo della questione femminile.
Secoli di letteratura e poesia al maschile avevano fino allora reso omaggio ad una creatura dell’immaginazione, eroica, meschina, splendida e sordida, lontanissima dalle restrizioni, dalla fatica e dall’impossibilita di autodeterminarsi che nella vita reale costringeva la donna sotto il dominio della volontà e del capriccio dell’uomo, padre o marito che fosse, per tutta la durata della sua esistenza.

Immaginativamente la sua importanza é estrema: praticamente la sua insignificanza è totale. (…) Dalle sue labbra escono alcune tra le più ispirate parole, alcuni dei più profondi pensieri della letteratura: nella vita reale non sapeva…

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