ecco come


fiori

Sarebbe bello realizzare immediatamente tutto ciò che si desidera, avere la bacchetta magica. Sarebbe molto più semplice la vita, densa di occasioni, colma di felicità.

Il desiderio e la sua realizzazione, subito: senza se e senza ma.                                                                       Non fatica, nessuna attesa, pochi dubbi: voglio, dunque posso.

Tante cose da fare e poterle fare, scegliendo solamente l’ordine ed il momento.

Ora, domani.

Ed ecco che avviene…

Ma forse così non va bene, certamente non è giusto.                                                                                   Attendere, non avere, mancare le occasioni; procrastinare, soffrire, essere altrove quando serve.   Ed è così che il tempo passa, la vita scorre.

Trovarsi quasi vecchi con la casa piena di occasioni mancate, di viaggi mai vissuti, di progetti mai realizzati.

E allora, cominciamo: primo step, 12 anni – secondo il National Trust – e neppure so cos’è e non ho voglia di saperlo.

Secondo step, 24 anni? Raddoppiare va bene…. poi 48 e 96?

Meglio prima, direi: dopo i 24, facciamo 36. In fondo contare per 12 non è infondato; mi piace, chissà perchè.

Adesso, 12. Il resto qualche prossima volta.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La Stampa, 17/04/2014 –
Tutte le cose da fare prima dei 12 anni
L’elenco del National Trust inglese per aiutare genitori e figli a recuperare il rapporto con la natura

Nadia Ferrigo

Mai capitato di cucinare una torta di fango? E di rotolare giù da una collina? Riuscite a ricordare l’ultima volta che vi siete arrampicati su un albero per raccogliere la frutta? Per chi è stato un bimbo fortunato, il pensiero corre a lontani pomeriggi d’estate, a distanza di sicurezza dalle noiose raccomandazioni di mamma e papà. Se invece non vi ricordate nulla, è troppo tardi per rimediare: ci sono cose che vanno fatte prima di compiere 12 anni. «National Trust», la fondazione britannica nata nel 1895 per difendere luoghi storici e spazi verdi, ha lanciato la campagna «50 cose da non perdere prima degli undici anni e tre quarti», pensata per aiutare bimbi e genitori a recuperare il contatto con il mondo della natura.
L’idea è nata due anni fa, dopo i risultati di una ricerca sulle abitudini dei ragazzini inglesi: la stragrande maggioranza passa il tempo libero sul divano con un videogioco, a meno di uno su 10 è permesso giocare all’aperto, mentre nella generazione precedente la media era di uno su due. E i bambini portati in ospedale perché caduti dal letto sono tre volte di più di quelli scivolati da un albero.
Anche se educatori e insegnanti concordano sui vantaggi di stare all’aria aperta, i più piccoli trascorrono sempre più tempo confinati tra le mura di casa. Secondo la fondazione britannica, la colpa non è tanto della mancanza di spazi adeguati ma dei genitori, così spaventati che per uno su due è meglio scegliere la politica «non farlo», impedendo ai figli di confrontarsi con esperienze e sbucciature irrinunciabili per diventare adulti più sani e felici. Il rischio è crescere quella che gli inglesi chiamano generazione «cotton-wool kids», bambini avvolti da lana e cotone: iper-sorvegliati, iper-protetti e condannati a un’infanzia da reclusi.
Così anche questa primavera la campagna di «National Trust» si rinnova, proponendo nuove idee per abbandonare il divano e correre nei campi a caccia di cicale: chi riesce a sperimentare almeno una volta ciascuna delle attività proposte, vince il patentino di «esploratore all’aria aperta».

E in Italia? Non va meglio, e ancora una volta gli esperti puntano il dito sui genitori, colpevoli di dedicare troppo poco tempo ai loro eredi. Secondo i dati della ricerca «Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi», realizzata da Ipsos per «Save the children», anche i nostri piccoli cittadini passano il tempo davanti alla tv: quasi la metà la vede da una a tre ore al giorno, per l’85% i videogiochi sono l’intrattenimento principale.
Internet fa compagnia a chi ha meno 10 anni per almeno mezz’ora al giorno, che diventano tre superate le 13 primavere. I genitori lamentano la mancanza di tempo e di spazi all’aperto, oltre alla difficoltà economiche: molte famiglie sono state costrette a tagliare gite fuori porta e vacanze. Una buona notizia però c’è: fango da modellare e insetti da cacciare si possono trovare, bastano il giardino condominiale o un parco. Mamma e papà permettendo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...