2015: APRILE, IL MESE CORTESE

 Delle elementari ( l’attuale scuola primaria) ricordo le poesie studiate a memoria.

Mi piacevano tantissimo ed aspettavo con ansia il sabato quando – dopo l’intervallo – la maestra ci faceva prendere il “quaderno delle poesie” e ci dettava un breve componimento che poi avremmo dovuto illustrare e ripetere il lunedì dopo.

Credo sia nato così il mio amore per la poesia, e per le parole.

Credo che così si sia anche affinato il mio gusto e sviluppata la memoria.

Ora non si fa quasi più: certa pedagogia alquanto avanzata e moderna ha tacciato questo genere di esercizio come vuoto nozionismo, inutile ripetività, ed altro del genere. Io, invece, ricordo ancora qualche frammento dei versi studiati tanto tempo fa, che ora vado a cercare e mi rileggo.

Non mancava mai la poesia dedicata ai mesi, alle stagioni, alle ricorrenze. Una di queste è…

Aprile il gran pittore

Aprile il gran pittore
va a spasso col pennello
e mette già colore
per fare il mondo bello.
Dipinge col celeste
L’occhietto ai fiordalisi;
col bianco fa la veste
dei candidi narcisi;
alle margheritine
mette nel cuore il giallo;
alle campanelline
da un tocco di corallo.
Di luce e di colore
veste la terra intera.
Poi domanda il pittore:
Ti piace, o Primavera?”

P. Antico

Probabilmente non è una lirica da Nobel, ma è tenera e dolcissima: ed io immaginavo Aprile prima così:

Risultati immagini per pittore

poi così

ed infine così

Ma a qual punto, avevo già studiato un po’ e giudicavo “ingenue” certe poesie …

Aprile, però, mi è rimasto nel cuore ed è uno dei mesi che preferisco: non ancora caldo, non più freddo, permette di uscire e di passeggiare; permette i viaggi, le esplorazioni e le attese. Poi verrà Maggio e l’estate avrà modo di farsi spazio. Aprile però è verde, verdissimo, è il mese più verde dell’anno. I campi, gli alberi, i cespugli squillano agli occhi in un’armonia che pochi altri mesi raggiungono.

 Dalle mie parti, a fine aprile, maturano le fragole. In una terra aspra di tufo, secca e povera, crescono le migliori fragole della zona, e si contendono lo spazio con le ginestre.

C’è una collina che fa da spartiacque fra due fiumi, l’Erro e il Bormida, e sopra un minuscolo paese con una chiesa, una torre, qualche casa disposta attorno alla piazza e attraversata dal’unica strada. E’ un borgo medioevale, ma povero e sconosciuto, non ha la storia grande di tante località italiane; è un umile paese di campagna un tempo abitato da gente poverissima, che raramente conciliava il pranzo con la cena.

Si chiama Castelletto, e gode di una vista incomparabile sulle due vallate percorse dai due fiumi. Quello è il posto delle fragole.

Ora vi si coltivano anche le pesche –  e sono grandi, succose, squisite – mentre verso il fiume sterminate distese di lavanda si muovono al vento che spesso colpisce i calanchi.

Sono pochissimi gli abitanti del paese, ormai, e si conoscono tutti. Si fermano a guardare le macchine rarissime che capitano per caso.

Ad aprile, Castelletto è quasi tutto in fiore e non sembra di essere oggi… sembra ancora di essere nel Medioevo, più o meno…

IL MESE CORTESE:

L’ICONOGRAFIA DI APRILE NEL MEDIOEVO

Aprile è il mese dei fiori, dei divertimenti cortesi e delle pecore. Le rappresentazioni medievali del mese di aprile, in particolare nei codici miniati, seguono almeno tre filoni tematici.

Il primo è quello legato all’iconografia antica del mese, che si richiama alla primavera e alla rinascita del mondo vegetale: Aprile è raffigurato come un giovane riccamente vestito con in mano un mazzo di fiori o un ramoscello verdeggiante.

L’immagine si rispecchia nelle parole di Bonvesin de la Riva, che nella Disputatio mensium – la rivolta dei mesi contro il tirannico Gennaio – descrive così il quarto mese dell’anno:

“Mo parla April cortes con soa testa infrisada

Con soa floreta [mazzo di fiori] in man, con soa persona ornada”.

Il testo allude non solo raffinatezza del suo aspetto, ma anche alla natura nobile del mese, qualificato come “cortese”.

Accanto alla personificazione allegorica legata alla stagione primaverile si affianca il tema delle attività svolte abitualmente in queste periodo.

A differenza degli altri mesi dell’anno, associati ai lavori nei campi, la vocazione “cortese” di aprile induce gli artisti a concentrarsi sui divertimenti dei nobili e sui rituali festivi.

Ecco allora scene di giovani e fanciulle intenti a cogliere fiori e intrecciarne corone sullo sfondo di ameni giardini.

Talvolta l’accento si sposta sugli svaghi amorosi di una coppia, oppure sul corteggiamento di una dama.

Aprile è infatti il mese di Venere, la dea dell’amore che nell’antica Roma veniva celebrata con omaggi floreali durante i Veneralia, che si svolgevano proprio all’inizio del mese.

Ma in aprile si apre anche la stagione venatoria, sport prediletto dai signori al ritorno della bella stagione. Le scene di caccia – con i cani all’inseguimento di un cervo – completano il quadro delle attività cortesi.

Benché l’iconografia tradizionale del mese rifugga la rappresentazione dei lavori, non mancano alcune eccezioni.

Protagoniste di questo terzo filone tematico sono le pecore, che con l’arrivo della primavera vengono fatte uscire dalla stalla e condotte al pascolo. Come avviene ancora oggi, in aprile si tosano le pecore, attività spesso rappresentata nei libri d’Ore fiamminghi.

Se volete saperne di più sull’iconografia dei mesi nei libri d’Ore, vi segnaliamo il testo curato da Pier Luigi Mulas Il Libro d’Ore Torriani (Franco Cosimo Panini Editore).
Ecco alcune notevoli pagine miniate, tutte dedicate al “mese cortese”.
Da  http://www.foliamagazine.it, il magazine di Franco Cosimo Panini Editore  dedicato alla miniatura e alla storia dell’arte.

Però, il risotto alle fragole è diventata una delle specialità del paese.

Ingredienti Risotto alle Fragole per 4 persone:

Tempo preparazione e cottura: 30 min ca.

  • 15 fragole
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 scalogno
  • olio
  • 300 gr di riso
  • sale
  • pepe rosa qb
  • 2 cucchiai di dado granulare vegetale
  • acqua calda qb
  • burro qb
  • parmigiano qb
  • erba cipollina qb

Procedimento ricetta Risotto alle Fragole di Benedetta Parodi

  1. Tagliare le fragole e metterle a macerare nel vino.
  2. Affettare lo scalogno e soffriggerlo in padella con olio.
  3. Aggiungere il riso e tostarlo.
  4. Sfumare il riso con il vino delle fragole.
  5. Salare, aggiungere il pepe rosa tritato grossolanamente.
  6. Iniziare a cuocere aggiungendo poco per volta brodo preparato con acqua calda e dado.
  7. A metà cottura unire le fragole.
  8. A cottura ultimata mantecare con parmigiano e burro.
  9. Completare con erba cipollina e pezzetti di fragola.

Le foto sono tratte dal web, ma vi garantisco che Castelletto è proprio così:

venite a vedere, e se mi chiamate, vi offro il caffè!

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