APRILE 2014

 

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Canto d’aprile

C’è fra i rovi, ieri non c’era,
l’erba che trema come un verde fuoco,
l’ha perduta per gioco
la giovane primavera.
La pecorella vestita di lana
ora strappa le tenere foglie,
e per ogni ciuffo che coglie
batte un tocco di campana.

A quel suono fiorisce il pesco,
si schiudono le finestrelle,
e le rondini col cuore fresco
giungono dalle stelle.

L’acqua chioccia nella peschiera
rotonda come una secchia,
e l’allodola dentro vi specchia
il suo canto di primavera.

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Renzo Pezzani, nato a Parma il 4 giugno 1898 da una modesta famiglia di stimati artigiani, maestro elementare, poeta famoso e molto studiato nelle scuole, soprattutto nelle elementari, esprime con una freschezza lieve, qualche volta venata di retorica, il senso della natura, del tempo, degli eventi della vita.
Ora è stato quasi completamente dimenticato, le sue poesie, che pure hanno nutrito di immagini calde e colme di affetti più di una generazione, sono pressochè completamente dimenticate.
Mi piace ricordarlo in questo mese di primavera, quando si affacciano i fiori, ancora timidi, ma insieme indiscreti forse perchè sanno che a maggio la faranno da padroni.

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IDEE PER PASQUA

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IL CONIGLIO PASQUALE

Vi sono molte leggende legate alla storia del coniglietto pasquale. Alcune di queste leggende (ispirate alle tradizioni e alle credenze pre-cristiane germaniche) attribuiscono il nome della festa “Easter” (in anglosassone) ad un dea chiamata Eostre, dea della primavera e della fertilità. Questa dea era sempre accompagnata da un coniglietto (il coniglio infatti è animale simbolo di fertilità). Questo coniglietto stranamente deponeva uova colorate (anche le uova sono simbolo di rinascita e di fertilità). La storia della deposizione delle uova da parte di questo coniglietto è comunque stata aggiunta dopo, probabilmente per rafforzare il significato di fertilità attribuito alla dea. Con il cristianesimo si iniziò, poi, ad associare simbolicamente l’uovo esclusivamente alla rinascita e quindi alla resurrezione di Gesù.
ll coniglio è un simbolo pasquale molto diffuso negli Stati Uniti e nei paesi dell’Europa settentrionale. In occasione della Pasqua, in Germania e in Gran Bretagna le vetrine delle pasticcerie si riempiono letteralmente di coniglietti di cioccolata di tutte le dimensioni e fattezze. Il coniglietto pasquale o “Easter Bunny”, come si dice in inglese, trova origine dai riti pagani precristiani sulla fertilità.

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Poiché per tradizione il coniglio e la lepre sono gli animali più fertili in assoluto, essi divennero fin dall’antichità il simbolo del rinnovamento della vita e della primavera.

Il coniglio come simbolo della Pasqua sembra avere origine in Germania nel XV secolo, come testimoniano le cronache dell’epoca. I primi dolci e biscotti a forma di coniglio sembra si siano diffusi sempre in Germania ai primi dell’800. Furono gli immigrati tedeschi e olandesi che portarono in America la tradizione, secondo la quale il coniglietto pasquale porta un cesto di uova colorate ai bambini che si sono comportati bene. Ma é anche un po’ dispettoso e le nasconde tra l’erba e i cespugli del giardino. Si è però “imposto” (piacevolmente, perché in effetti si tratta di un animaletto delizioso), attraverso l’influenza soprattutto americana, e oggi tutti i nostri bambini amano disegnare il coniglietto pasquale e sperano di riceverlo come dono, meglio se di cioccolato o con un bel cestino colmo di regalini

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Come elemento importante della tradizione pasquale germanica e olandese, attraverso le ondate migratorie verso gli USA, il coniglietto si diffuse anche nel Nord America, e da qui a tutto il mondo (un po’ come è accaduto per Halloween). Il coniglio pasquale è anche un bel po’ dispettoso, pensate che il sabato santo si diverte e nascondere le uova decorate e quelle di cioccolato nei prati (o in casa), sfidando i bambini a ritrovarle in una divertente caccia al tesoro che tradizionalmente si svolge la mattina della domenica di Pasqua, prima del pranzo.

Vince tutto chi raccoglie più uova!

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Potrebbe essere divertente nascondere degli ovetti di cioccolato nel giardino o in casa e scatenare la caccia al tesoro, soprattutto con i bambini più piccoli.

L’uovo di Pasqua ha origini molto antiche che si rifanno a riti legati all’inizio del periodo primaverile visto come rinnovamento della natura e quindi legato alla fecondità. Durante i secoli si sono poi aggiunte altre tradizioni e leggende legate a questo strano prodotto della natura. Le uova, infatti, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità. Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita. Quando finiva la brutta stagione, gli uccelli preparavano il nido e lo utilizzavano per le uova: a quel punto tutti sapevano che l’inverno ed il freddo erano ormai passati.

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I Greci, i Cinesi ed i Persiani se li scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano scambiate all’equinozio di primavera, data di inizio del “nuovo anno”, quando ancora l’anno si basava sulle  stagioni. L’uovo era visto come simbolo di fertilità e quasi magia, a causa dell’allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare. Le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri speciali, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.
Le uova, associate alla primavera per secoli, con l’avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dell’uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba. Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole. Quelle colorate di rosso scuro sono invece simbolo del sangue del Cristo.

L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare come regalo di Pasqua.

Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria. Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d’oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d’oro ed una miniatura della corona imperiale.

Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova da donare tutti gli anni.


L’uovo di Pasqua è associato con credenze di origine molto antica. L’uovo era un importante simbolo nelle mitologie di molte civiltà primitive, incluse quelle dell’India e dell’Egitto. Si credeva che l’universo si fosse sviluppato da un grande uovo e che le due metà del suo guscio corrispondessero al Cielo e alla Terra. L’uovo era anche associato con i riti della fertilità del periodo primaverile di molte popolazioni pre-cristiane e Indo-europee e sia gli Egiziani che i Persiani praticavano in primavera l’arte delle uova dipinte.

Nella cristianità l’uovo è il simbolo della Resurrezione, rappresentato dall’emergere, dall’uscita di Cristo dalla sua tomba verso la vita eterna.

Lo scambio delle uova durante la primavera è un’usanza antica risalente a secoli fa, quando la Pasqua era celebrata dai primi cristiani. Dopo quel periodo l’uovo divenne un simbolo di rinascita in molte culture. Le uova erano spesso avvolte in foglie d’oro (dai nobili) o colorate facendole bollire con foglie o petali di certi fiori (dai contadini). Con il passare dei secoli le associazioni simboliche dell’uovo sono state più o meno dimenticate e le moderne uova pasquali, valutate principalmente per la loro apparenza colorata. Le uova di cioccolata e altri dolci tipici sono i preferiti della stagione.

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I giochi che coinvolgono le uova di Pasqua sono diventati popolari in molti paesi cristiani. In Francia, Germania e Austria “egg picking” è il gioco preferito. È giocato da due persone, ognuna delle quali tiene un uovo sodo nella propria mano; i giocatori fanno rotolare da una collina le loro uova nello stesso momento e quello il cui uovo mostra meno spaccature reclama entrambe le uova.

Un famoso evento pasquale negli Stati Uniti è l’annuale gara delle uova rotolanti nel prato della Casa Bianca. La tradizione di questa gara pubblica iniziò nel 1810 organizzata dalla moglie del Presidente James Madison.

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ABBIGLIAMENTO PASQUALE
Forse una delle più diffuse usanze pasquali negli Stati Uniti è quella di indossare vestiti nuovi la Domenica di Pasqua. A New York City molte persone mostrano i loro nuovi completi andando a zonzo per la quinta strada nella famosa parata di Pasqua, che è stata copiata su scala ridotta in molte altre città. L’usanza ha origine all’interno della Chiesa centinaia di anni fa, quando a coloro che erano stati battezzati il Sabato Santo venivano dati abiti nuovi bianchi da indossare. Anche altri membri della
congregazione, richiamandosi a quelle celebrazioni del battesimo, indossavano nuovi indumenti per l’occasione.

DE GUSTIBUS…

Ecco un antipasto semplicissimo, da fare in poco tempo, adatto al pranzo di Pasqua. Potete anche prepararle il giorno prima con un semplice accorgimento: la decorazione mettetela soltanto prima di servirlo. Se volete anche coinvolgere i bambini, si divertono certamente, perché si gioca con i colori. Fate attenzione, comprate i coloranti in un posto di cui vi fidate e comunque di marca.

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UOVA RIPIENE

  E’ il classico antipasto di Pasqua, di antica tradizione contadina… In Langa lo preparavano le nonne, con l’aiuto dei bambini…

Si va dalle semplici uova rassodate e ripiene di tonno e maionese, insaporite con un trito leggero di prezzemolo e decorate con peperoni e carote a listarelle….

agli allestimenti complessi: la creatività delle nonne a questo punto la faceva da padrona! Era comunque un piatto semplice, che trasformava ingredienti presenti in ogni casa, rigorosamente a km zero: bastava scendere nel pollaio, poi fare una capatina nell’orto e in cantina, dove si conservava di tutto.

Questa, invece, è una ricetta un poco più complessa e costosa, certamente più moderna.

Calcolate due uova colorate a testa.
Dosi per 4 uova
4 uova
50gr di robiola
colori per alimenti

Per decorare
3 o 4 capperi
una acciuga
un pezzetto di peperone
potete anche usare dei funghetti sott’olio o delle cipolline o dei cetrioli, dipende dai vostri gusti.

Preparazione
Prendete le uova e fatele rassodare, calcolando 7 o 8 minuti da quando bollono (non esagerate con la cottura perché poi è più difficile sbucciarle senza rovinarle). Mettete in una ciotolina la robiola.
Togliete il guscio alle uova, dividetele in due per il lungo, rimuovete il tuorlo e aggiungetelo alla robiola.
Lavorate la robiola e i tuorli, devono essere ben amalgamati. Ora dividete il composto ottenuto in 3 ciotole diverse e aggiungete il colorante, poco per volta, sino ad ottenere il colore che volete (il blu, il rosso e il giallo; se poi volete proprio esagerare, mescolate blu e giallo per avere il verde, rosso con blu per ottenere il viola!). Mescolate per bene e quando gli impasti colorati sono pronti riempite i bianchi svuotati.

Infine, il decoro il decoro finale: capperi, acciughe, peperoni, funghetti e quello che più vi piace o avete in frigorifero.

IL CANESTRELLO

Sulla tavola di Pasqua, in campagna, un tempo, non poteva mancare il canestrello. La stessa ricetta, con qualche variante, fa parte della tradizione di quasi tutte le regioni italiane.

Si tratta di un’antica ricetta di Pasqua nella quale le uova vengono avvolte in una pasta lievitata
Ingredienti per 6 persone
Per l’impasto
• 450 g di farina
• 15 g di lievito di birra
• 90 g di zucchero
• 90 g di burro
• un bicchierino d’acqua
• un bicchierino di liquore a base di anice
• scorza grattugiata di ½ limone
• 2 uova
• sale q.b.
Per decorare
• 1 uovo sbattuto
• 1 uovo sodo per ogni ciambella
Preparazione
3 ore per la preparazione + 40 minuti per la cottura
Prima di tutto dovrete preparare il panetto di pasta lievita utilizzato per ottenere una lievitazione ottimale dell’impasto finale. In una ciotola mescolate assieme 1/3 della farina con il lievito di birra sbriciolato e l’acqua e lavorate il tutto fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo.
Modellate quindi pasta così ottenuta a forma di anello e, per farla lievitare più rapidamente, adagiatela sul fondo di una ciotola piena d’acqua calda in modo che questa la ricopra totalmente per diversi centimetri.
Nel frattempo disponete la restante farina a fontana sul piano di lavoro e al centro adagiatevi zucchero, il sale, lo strutto e la scorza di limone grattugiata.
Appena la biga verrà a galla nella ciotola piena d’acqua, vorrà dire che la lievitazione è terminata, quindi scolatela, adagiatela con gli altri ingredienti all’interno della fontana di farina e impastatela assieme alle uova e al liquore d’anice, lavorando il tutto a lungo, preferibilmente con un’impastatrice, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Date quindi una forma sferica all’impasto così ottenuto, spolveratelo di farina e ponetelo a lievitare in una ciotola di vetro, ricoperto da un foglio di pellicola per alimenti, in un luogo tiepido per circa mezz’ora.

Una volta passato il tempo necessario, dividete l’impasto nel numero di parti che preferite, e modellatene ognuna fino ad ottenere dei fili d’impasto piuttosto lunghi e grossi.
Date ad ogni filo d’impasto la forma che preferite (a ciambella, ad “otto”, o a treccia, ad esempio) e in ognuno dei buchi delle ciambelle posizionate un uovo crudo in modo che l’impasto lo avvolga.

Adagiate quindi le ciambelle su una teglia ricoperta di carta da forno, copritele con un foglio di pellicola per alimenti e ponetele a lievitare nuovamente in un luogo tiepido per 30-45 minuti.
Una volta terminata la lievitazione delle ciambelle, spennellatene la superficie con un uovo sbattuto e ponetele a cuocere in forno già caldo a 200° C per 40 minuti o comunque sino a quando le vostre ciambelle di Pasqua non saranno dorate.

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 LE   TORTE   VERDI   PASQUALI

A Pasqua, in campagna, si cucinavano diverse torte verdi, generalmente con gli spinaci.

Il pranzo pasquale, particolarmente ricco di portate anche nelle famiglie più povere, simboleggiava anch’esso una sorta di rinascita, un risveglio davanti alla nuova stagione che stava per arrivare.

La torta verde è una prima portata tipica della zona sud dell’astigiano, ma passata più o meno a tutto il Piemonte, con alcune varianti.

E’ un piatto tipico di Pasqua perché utilizza le “erbe nuove”: spinaci, tarassaco, ortiche… tutto va bene.

PER LA TORTA TRADIZIONALE, A BASE DI BIETE O SPINACI

Ingredienti per 8 persone
• 500 gr di erbette (biete) oppure di spinaci
• 400 g di cipolla (facoltativa: potete sostituirla con un paio di , dal gusto molto più delicato)
• 200 g riso vialone nano o riso originario
• 100 gr di porro (anche questo facoltativo)
• 70 gr di burro
• 50 gr parmigiano grattugiato
• 50 gr. pancetta stesa, magra
• alloro – salvia – basilico
• 3 uova
• olio di oliva
• pangrattato
• sale e pepe
Preparazione
Ponete sul fuoco una casseruola con due litri di acqua salata e quando si alzerà il bollore tuffatevi il riso e cuocetelo molto al dente; scolatelo, passatelo sotto l’acqua fredda e allargatelo su un canovaccio pulito che non abbia profumi di ammorbidenti. Nello stesso recipiente lessate le erbette con la sola acqua rimasta loro aderente dopo il lavaggio, salandole leggermente; per ammorbidire il sapore potete aggiungere un bicchiere di latte. Versatele poi in un colapasta, lasciatele intiepidire, strizzatele e tritatele.
Mettetele poi in una ciotola, unendo anche il riso. Affettate a velo le cipolle ed i porri, rosolandoli in 30 gr. di burro e una cucchiaiata di olio; aggiungete la pancetta tagliata a listerelle sottili, un rametto di salvia e una foglia di alloro. Quando tutto sarà colorito e appassito togliete l’alloro e la salvia, quindi passatelo al setaccio lasciando cadere il ricavato sul composto di riso e erbette. Tritate finemente il prezzemolo e tre o quattro foglie di basilico, incorporando anche questi ingredienti al riso; unite le uova intere, il parmigiano, sale e pepe. Imburrate una tortiera del diametro di cm. 25 e spolverizzatela di pangrattato; versatevi il composto, livellatelo in superficie e cospargerlo con una cucchiaiata di pangrattato mescolato al groviera. Infiocchettate con il restante burro indi passate la preparazione in forno già caldo (200°) per circa 30 minuti. Lasciatela intiepidire prima di servirla.

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 PER LA TORTA DI ERBE NUOVE

Ingredienti
• 200 g di riso Originario;
• 800 g di erbe spontanee (piattello, silene, ortica, papavero, borragine, tarassaco, luppolo);
• 3 uova;
• 100 g di grana Padano grattugiato;
• 6 dl di latte;
• 2 cipollotti novelli;
• 3 cucchiai di pangrattato;
• 4 cucchiai di vino bianco secco;
• 50 g di burro;
• sale e pepe.
Preparazione
Eliminate le radici e le foglie sciupate dalle piantine di piattello, papavero e tarassaco. Pulite il silene, le ortiche e i luppoli eliminando le parti dUre e prendendo solo le punte. Staccate le foglie della borragine. Lavate tutte le erbe, tuffatele in circa mezzo litro di acqua salata in ebollizione, cuocetele per un minuto dalla ripresa del bollore, scolatele, strizzatele, tritatele fini e saltatele in padella con metà del burro e i cipollotti tritati.
Portate a ebollizione il latte con un pizzico di sale. Unite il riso e cuocetelo per 20-25 minuti a fiamma bassa, mescolando spesso, finché il latte sarà tutto assorbito. Se necessario, per completarne la cottura, aggiungete ancora mezzo bicchiere di latte. Ritirate dalla fiamma, unite le erbe saltate, le uova, il formaggio grattugiato (tranne un cucchiaio) e regolate di sale e pepe.
Versate il composto in una tortiera di 24-26 cm di diametro imburrata e spolverizzata di pangrattato, e livellatelo.
Mescolate il formaggio grattugiato e il pangrattato rimasto, spolverizzate la superficie della torta, distribuite sopra il burro rimasto a fiocchetti e passate in forno già caldo a 180° per circa un’ora, finché la superficie della torta tenderà leggermente a gratinare.

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 A Pasqua, non soltanto si mangiava bene, cosa non sempre scontata, a quei tempi, ma si realizzavano in famiglia semplici oggetti decorativi, da regalare: il consumismo non era ancora arrivato perciò i regali nascevano in casa, dal lavoro e dall’inventiva delle donne.

Uno dei lavoretti decorativi tradizionali era la decorazione delle uova di gallina.

LE UOVA COLORATE
(da fare rigorosamente tutti insieme, in famiglia)

COME COLORARE LE UOVA IN MODO NATURALE.

Per prima cosa si deve procedere con la sceltadei colori (e quindi dell’ingrediente necessario per la colorazione) e poi far bollire le uova. E’ consigliabile utilizzare delle colorazioni naturali ottenute con verdure o spezie in modo da poter mangiare le uova in tutta tranquillità.

Ecco alcuni ingredienti naturali per ottenere le diverse colorazioni dei gusci.
Rosso: utilizzare delle barbabietole rosse grattate
Arancio: per ottenere l’arancio occorrono le cipolle
Verde: foglie di spinaci
Giallo: zafferano
Blu: foglie di cavolo rosso
Marrone: caffè forte

Procedimento
Passare un panno umido con aceto sulla guscio delle uova: in questo modo saranno ricettive al massimo per la colorazione. Riporre tutte le uova in una pentola e coprirle con l’acqua e 1 cucchiaio di aceto. Aggiungere il componente per la colorazione: aumentare la quantità/dose in base al numero delle uova che volete colorare.
Portare l’acqua ad ebollizione e far bollire le uova per circa 15 minuti. Togliere dal fuoco e riporle in un piatto. Per rafforzare la colorazione riporle in frigo per una notte intera.
Se volte potete poi usare qualche goccia di olio di oliva e lucidarle con un panno morbido o con dell’ovatta.

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DECORAZIONI CON FIORELLINI DI CAMPO O VIOLE
Un altro modo per decorare le uova per Pasqua è quello di utilizzare dei fiorellini di campo o delle violette.

Occorrente:
– violette, quadrifogli, piccole foglioline
– uova dal guscio chiaro
– un albume
– un pennellino

Procedimento:
Lavare accuratamente le uova e sgrassarle bene con dell’aceto di vino bianco. Prendere le violette o le foglioline e spennellarle con l’albume sopra il guscio dell’uovo (l’albume funge da colla).
Lasciar seccare bene e riporre le uova in una piccola cesta di vimini mettendo sul fondo un tovagliolo ricamato o colorato

BUONA PASQUA E BUON DIVERTIMENTO A TUTTE!

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