Il giorno dopo

 

Ah se almeno potessi

Ah se almeno potessi,
suscitare l’amore
come pendio sicuro al mio destino!
E adagiare il respiro
fitto dentro le foglie
e ritogliere il senso alla natura!
O se solo potessi
corpo astrale del nostro viver solo
pur rimanendo pietra, inizio, sponda
tangibile agli dei
e violare i più chiusi paradisi
solo con la sostanza dell’affetto.

(da “La terra santa”)

 

http://www.aldamerini.it/

 

ventitre agosto

Domenica lenta, di pioggia fine, quasi presagio dell’autunno.

Cielo azzurro, cupo – forse quasi grigio – poche nuvole confuse e timide nell’universo bagnato che ti circonda oggi.

La gatta sul divano si stira, sbadiglia; il libro aperto accanto a lei attende. Si fa notte lentamente, ma il giorno era scuro, oggi, lontano.

Cincischi il tuo quadernino dove appunti i pensieri disordinati che ti colgono sempre nei momenti più inopportuni, pensi a Luca, forse troppo personaggio, poco tondo, scontato. Mangiucchi il cappuccio della penna. Hai fatto poco, oggi, troppo poco.

Fuori, la gente cammina veloce con l’ombrello. In casa c’è silenzio.

Domani scriverai, domani mattina appena alzata. Forse prenderà forma la vicina di casa e Luca partirà.

Domenica lenta, ti serviva per fare ordine; finirai in autunno questa storia.

Quadri di  Christina Nguyen

PIOGGIA ESTIVA

Perdonami se oggi sono impaziente, amore.
È la mia prima pioggia estiva. La foresta,
sulle sponde del fiume, è agitata
e i rigogliosi alberi di ipomea acquatica
tentano, con i fiori profumati, il monsone che passa.
Vedi, da ogni parte il cielo è attraversato
da lampi e il vento solleva i capelli.
Se proprio oggi ti porto il mio dono,
perdonami amore.
Il mondo dei soliti giorni
è nascosto dal vapore della pioggia,
ogni lavoro è sospeso nelle case,
desolati sono i campi.
Solo per gli occhi tuoi neri
lo scrosciare della pioggia
ritrova la sua melodia,
e, alla tua porta, vestito d’azzurro,
luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini
pronti per le tue trecce.

R. Tagore