E vengono i freddi

Luccica la brina sui tetti, mentre sale il sole, splende sulle foglie larghe delle siepi di lauroceraso; brilla, colpita dal freddo sole invernale, gocciola piano verso il terreno brullo.

Vorrebbe forse venire presto, la neve, scendere ricoprire nascondere questo tempo così spoglio che è oggi, dodici novembre duemilasedici; tempo vuoto, tempo nero, tempo di guerre annunciate e dichiarate, tempo di falò  e di ceneri che il vento non disperde.

Accendi la radio poi il televisore, ti connetti guardandoti intorno – le notizie del mattino, le prime pagine dei giornali, i richiami del mondo –   e non ti trovi: non è il tuo, il mondo che vedi e che fa tanto rumore.

Lo specchio grande dalla cornice dorata riporta la ruga nuova, gli occhi sbiaditi che vedono meno lontano, le occhiaie crateri di tante mancanze, la pelle un po’ flaccida delle notti insonni passate a pensare: c’è un’ aria di freddo, fuori, ed il calore della stanza non basta a cacciarla.

Rari passanti vanno veloci sulla strada, non si fermano a salutare, solo un cenno del capo poi via: a casa c’è modo di inveire contro tutto e contro tutti, seduti comodi davanti ad uno schermo che svela senza mostrare.

Nessuna immagine nuova, non un quadro, non un disegno: si è sciolta la brina dai tetti, splendono le foglie larghe delle siepi di lauroceraso, brilla ora il brullo terreno invernale.

P.S.: scusate, ma ieri mi sono cancellata da un gruppo ormai lontanissimo 
dallo scopo per cui era nato... 
e guardo con triste amarezza il mondo che mi circonda,
questo mondo che è l'oggi.
Passerà, ma oggi sto meglio qui che nel reale.
 

Vennero i freddi

Vennero i freddi,
con bianchi pennacchi e azzurre spade
spopolarono le contrade.
Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri.
La luna era sugli spogli orti invernali.


A. Bertolucci

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ORA

 

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quindicifebbraio

Fuori c’è una neve inattesa che sbianca le colline, i campi, le strade.

Il freddo sembra crescere in questo febbraio duemilaquattordici che sa di dicembre, che ricorda gennaio.

Non è San Valentino, non è presagio di primavera, non è sole caldo sulla pelle.

Alzi i termosifoni, accendi le luci, ti metti una maglia in più. Il gatto dorme sul divano, il cielo è del colore della neve sui tetti,  unica pennellata, unico senso: monocromia.

E’ ormai il tempo di aprire i cassetti, di cercare nelle scatole nascoste in fondo agli armadi.               E’ ormai tempo di disperdere quel che negli anni si è accumulato e rischia la polvere.

Da domani, forse già da domani, cercherai, aprirai, disperderai.

… se troverai coraggio, se.

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PREGHIERA
Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore, e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa, ma disdegna di ripagarla
con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.
K. GIBRAN
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quadridoro

16 Febbraio, su DELL’ARTE E DEGLI ARTISTI   

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E’ il Natale che mi manca

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Se Novembre è ormai finito, con piogge incessanti, freddo, umidità che entra nelle ossa e non le lascia riposare, ora è un mese nuovo.

Dicembre.

Forse senza neve, forse sempre con questa pioggia fine, battente,continua.

Una pioggia che non lascia respiro: gli ombrelli che si aprono, grondano, le scarpe sempre zuppe, la voglia di stare in casa.

Ma se arriva Dicembre e la pioggia sembra preavviso di neve, forse qualcosa cambia: forse verrà Natale, forse qualcosa cambierà.

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Natale

Ed è la casa

quella che felice

attende:

è la ghirlanda sulla porta,

una corda d’oro

con gli angeli.

E’ l’albero rosso

vicino alla finestra,

luci scintillanti anche di lontano.

Ed è l’odore

dei biscotti allo zenzero,

la musica che scende

per le scale:

ogni anno ritornano,

e vanno per il cuore.

E’ il Natale che mi manca,

quando fuori si fa buio ed il freddo

stringe attorno.

8dicembre2014, byMaT

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C’è da fare…

E all’improvviso han cominciato a pruderti le mani, il palmo, la sera.

Un prurito fastidioso, che te le riduceva arrossate, dolenti.

Poi han cominciato a pruderti i piedi, il palmo – ma si dice davvero così? – la sera.

Hai cercato nella rete, perchè ti vergognavi a parlarne con il medico: troppi disturbi, troppe volte, di questi tempi: ha cominciato a parlarti di stress, di recente, e ti sei sentita un po’ malata immaginaria un po’ stupida un po’ incompresa… ti sta bene lo stress, ma la febbre a 38,9?

Non hai trovato risposte, sulla rete.

O forse non hai saputo cercare. Così, le risposte te le sei date da sola: i tuoi lontani ricordi della psicologia studiata all’università, piccoli sprazzi di letture (Freud, Svevo e chissà chi altro… ), uno scavo abbastanza approfondito su te stessa – è una settimana che sei a casa ammalata, influenza, tosse, brontolii intestinali – ed ecco la bella teoria: ti prudono le mani,  ti prudono le dita, perchè c’è ancora troppo da fare,  ti prudono i piedi perchè c’è ancora troppo da andare a vedere.

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Per questo sei di nuovo qui, dopo mesi: ricominci da gennaio, ricominci da te.

Più ricca, più complicata, più difficile, ma con la pratica si applica la teoria: ora sarà un appuntamento continuo, magari piccolo, magari breve, ma lo rispetterai.

“Niente è più pratico di una buona teoria” (Kurt Lewin)

Le cose da fare prima dei 30 anni sono tante, pagine e pagine del web, film, articoli di giornale quotidianamente lo insegnano; i suggerimenti sulle  cose da fare prima di morire si sprecano: non vuoi aggiungere altro… però c’è da fare.

Qualsiasi cosa, da ora la farai.

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LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

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Frammenti di letteratura, poesia, impressioni

ROSEBUD - Arts, Critique, Journalism

A Multilingual Magazine - Rivista multilingue

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Ci sarà dentro di te, e al di là dell'orizzonte, una piccola poesia. Ci sarà, e forse esiste già, al di là dell'orizzonte, una poesia anche per te.

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Impara l'arte e non metterla da parte. Anto.

Il mio angolo

Quando trovo in questo mio silenzio una parola scavata, è nella mia vita come un abisso(G.Ungaretti)

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Avrei voluto veder accadere cose nella mia vita. Sapevo che niente era come sembrava, ma non riuscivo a trovarne una prova.

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