Tempo di neve

Se la porta s’apre, a sera, è lui.

Ritorna odoroso di freddo, con il sapore dell’auto e del lungo viaggio fra le labbra, con gli occhi arrossati dagli abbaglianti delle altre auto.

Ti stringi e scaldi le mani, le guance ruvide, il collo; lo prendi per mano – grata del ritorno – e mostri il tavolo apparecchiato, il calore delle stanze, le luci.

La casa lo accoglie, lo circonda, tutt’una con la gatta che gli si struscia contro i pantaloni di velluto e gnaula felice.

Richiudi la porta a doppia mandata: tutto resta fuori.

Riprendono a pulsare vive le stelle nel cielo buio, i rami secchi indicano la volta del firmamento.

Se a sera fa più freddo è tempo di neve, ormai; attendi i ghiacciati fiocchi mentre ti arrotoli nel piumone ed incroci le tue gambe alle sue gambe, le tue braccia alle sue braccia. II respiro è lo stesso, ha il medesimo ritmo.

Mi attrae quel vuoto residuale,

cruna di deserto, voluttuario

alle pendici del sonno:

l’esile pronunciamento del corpo

è nudo nella sua sete inestinguibile.

Amami, nell’ inflorescenza

che consuma il polline, nel turbinìo

del mondo quando chiude le stelle

in un abbraccio.

L’occhio accerchia l’ondeggiare

tenero dell’erba, il vento

vi trascorre il disertato grido.

Ninnj Di Stefano Busà

 

L’aspettiamo

 

Nient’altro che del bianco a cui badare.
(Arthur Rimbaud)

 

La terza neve

Guardavamo dalle finestre, là
dove i tigli
si stagliavano neri
nella profondità del cortile.
Sospirammo
ancora, la neve non veniva,
ed era tempo, ormai,
era tempo…
E la neve venne,
venne verso sera.
Essa
giù dall’alto dei cieli
volava
a seconda del vento.
e nel volo
oscillava.
A falde sottili come lamine.
fragili,
era confusa di sé stessa.
La prendevamo delicatamente nelle mani
e stupivamo:
dunque, era quella la neve?
Ma la neve ci rassicurava:
Verrà, io lo so,
verrà la neve vera.
Non vi turbate
mi scioglierò,
non inquietatevi
subito… .
Dopo sette giorni
venne la neve nuova.
Non venne
precipitò.
Cadeva cosi fitta, da non potere
tenere aperti gli occhi.
a tutta forza
vorticava in cerchio, mugliando.
Con pervicace ostinazione
voleva inseguire il trionfo
perché tutti dicessero concordi:
si, è lei, la neve
vera. che non dura un sol giorno,
o due.
Ma disperò di sé, non resistette
e si diede per vinta.
E se non si scioglieva tra le mani
si scioglieva
sotto
i piedi…
E noi inquieti, ansiosi
sempre più spesso
scrutavamo l’orizzonte: quando
quella vera verrà?
Perché era tempo,
era tempo…
E un mattino,
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d’improvviso aperta la porta,
meravigliati, la calpestammo.
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.
Era davvero tanta,
ed era davvero bella.
Cadeva e cadeva
nel baccano dell’alba
fra il rombo delle macchine e lo sbuffare
dei cavalli
e sotto i piedi non si scioglieva.
anzi diventava più compatta.
Giaceva
fresca e scintillante
e ognuno ne era abbagliato.
Ed era lei, la neve. La vera.
L’aspettavamo.
Era venuta.

Yevgeny Evtushenko

ORA

 

Risultati immagini per neve

quindicifebbraio

Fuori c’è una neve inattesa che sbianca le colline, i campi, le strade.

Il freddo sembra crescere in questo febbraio duemilaquattordici che sa di dicembre, che ricorda gennaio.

Non è San Valentino, non è presagio di primavera, non è sole caldo sulla pelle.

Alzi i termosifoni, accendi le luci, ti metti una maglia in più. Il gatto dorme sul divano, il cielo è del colore della neve sui tetti,  unica pennellata, unico senso: monocromia.

E’ ormai il tempo di aprire i cassetti, di cercare nelle scatole nascoste in fondo agli armadi.               E’ ormai tempo di disperdere quel che negli anni si è accumulato e rischia la polvere.

Da domani, forse già da domani, cercherai, aprirai, disperderai.

… se troverai coraggio, se.

Risultati immagini per neve
 
PREGHIERA
Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore, e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa, ma disdegna di ripagarla
con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.
K. GIBRAN
Risultati immagini per neveRisultati immagini per neve

100_2882 100_2888


quadridoro

16 Febbraio, su DELL’ARTE E DEGLI ARTISTI   

Risultati immagini per maddalena sisto morta