Ritorno a settembre

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P.S.: della casetta a Montmartre di Zandomeneghi non ho trovato altro…

Entri piano, in punta di piedi: quasi non conosci più la strada, non sai più i passi che ti riporteranno a casa.

Sai soltanto che quello è il luogo dove devi stare.

Ritorni piano, guardandoti intorno per assaporare lo stesso ritorno, per sentire odori e rumori, per vedere colori; c’è silenzio, c’è attesa, c’è il rumore del mare, del vento tra le foglie dei castagni. C’è l’azzurro del cielo, poi il fascino eterno dei tuoi libri – quelli che porti nel cuore – c’è un fumo grigio che sale e fa bruciare appena gli occhi.

Non ti accorgi neppure se piangi – o se ridi – mentre entri piano, in punta di piedi, e ti ritrovi: sei a casa, sei dove devi stare.

Fa ancora il caldo torrido dell’estate, fuori; ti batte forte il cuore, ti tremano le mani. Siediti, appoggia il capo alle braccia, chiudi gli occhi e riposa. Sei di nuovo a casa, sei qui.

Nuvole sparse lasciano le tue dita e si innalzano, volano via: chissà dove andranno a riposare.

A settembre ritorni, non sprecare lacrime, non buttare via parole e frasi: ricomincia. Puoi arare i tuoi campi, seminare, il tempo per raccogliere verrà; pulisci la casa, butta via qualcosa e ripara quel che resta, imbianca le mura di un nuovo colore, spolvera tavolo e sedie, esci a raccogliere fiori e mettili nel vaso sul comò. Cambia le lenzuola poi dormi serena, ti sveglierai domani e ci sarà il sole lungo di settembre, un’alba celeste, il canto dei merli sui tetti.

E’ questo il luogo dove devi stare, è questo il tempo.

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A voi che costruite la nuova casa

Quando innalzerai di nuovo le tue mura
Il focolare, il letto, il tavolo e la sedia –
non appendere le lacrime per quelli che se ne sono andati,
che non abiteranno più con te,
alla pietra
non al legno –
ci sarebbe altrimenti un pianto nel tuo sonno
in quello breve, che ancora devi fare.

Non sospirare quando ti fai il letto,
ai tuoi sogni potrebbe mescolarsi
il sudore dei morti.

Ah gli arredi e le pareti
sono recettivi come arpe eolie
e come un campo dove cresce il tuo dolore,
e sentono in te il legame con la polvere.

Costruisci, quando scorre la clessidra,
ma non piangere via i minuti
insieme con la polvere
che nasconde la luce.

Nelly Sacks

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SETTEMBRE, IL MESE DEI RICORDI

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Settembre, scriviamo è al suo secondo contributo: Nicole – amica carissima da una vita – mi ha mandato un suo lavoro.

Non ha un blog, si esprime altrove, ma i risultati sono comunque notevoli.

Ecco a voi

nicoletta

SETTEMBRE

Sottile il profumo
di baci naufragati,
di carezze perse,
di sorrisi sfumati.

Lunghe le ombre,
nell’ultimo
calore dell’estate,
in onde increspate.

Scricchiolano le foglie secche ,
gemiti di una natura
che muta,
nello spogliarsi del tempo.

Note
di caldo colore
appassionato
regalano l’abbraccio
di due giovani innamorati.

Nicole V.

Devo ancora chiederle se posso mettere i suoi contatti e il suo nome...
Vi farò sapere...
Per saperne di più su di lei, qui



Permesso accordato: lei è NICOLE VALENS, e si esprime su 
http://nicolevalents.polyvore.com/

DUE CUORI, LA PIOGGIA E UN SETTEMBRE, di Phlomis68

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Il primo contributo per la staffetta narrativa

SETTEMBRE SCRIVIAMO 

è di  Phlomis68, del blog ioinviaggio

Phlomis mi regala un delicatissimo racconto di settembre :

DUE CUORI, LA PIOGGIA E UN SETTEMBRE

da Favola per mio nipote,

un racconto inedito dedicato al mio piccolo immenso amore, mio nipote

Phlomis68

Roverella è una fanciulla-quercia, mentre Verbascum un pirata-roccia. Verbascum scopre di essere innamorato di Roverella in modo tenero e delicato.

Quel giorno era il 19 settembre, cessato ogni colore, esaurita la lunga ubriacatura dei colori della primavera e della prima metà dell’estate, tutto era secco esausto e in sofferenza per la lunga siccità, le coronille, gli alaterni, i carrubi ,gli ulivi pendevano tristi foglie secche accartocciate, era una pena vederle così, l’erba tanto rigogliosa e forte ora era stesa abbattuta e gialla, sterpaglia secca, gli ulivi avevano abortito le olive.

Dove erano andati i trifogli, le centauree, i gladioli, le acetoselle, gli asfodeli, la veronica rossa, i lamium, il verbascum nigrum, le orchis italiche, le campanule, il convolvolo rosa, gli allium e tutti, tutti con i loro intensi fiori dove erano andati?

Tutto secco sparito solo lo spinoso sparzio villoso buttava ancora nuovi germogli e minacciava di invadere e sopraffare i coltivi.

Da quanto non pioveva! Il temporale suonava la sua sinfonia, un rombo di tuono si perdeva laggiù verso P. e un lampo schioccava sulla vetta di un ulivo vicino, il fiume che aveva il suo corso a pochi metri dal roccione raccoglieva quella pioggia improvvisa e la convogliava alla cascatella più in basso sul mare.

Al riparo dalla roccia Roverella ristette in silenzio: come era bello persino il temporale!

Verbascum pure manteneva il silenzio e piangeva.

Piangeva di malinconia, pensava al naviglio che aveva abbandonato, alla Tsiligua, che forse era stata venduta e aveva mutato nome, ma non aveva rimpianti, oggi era sereno, era un uomo in pace. Sentiva un sottile dolore d’amore per la fanciulla e sapeva che mai avrebbe potuto comunicarglielo ma ora la stessa pioggia li univa e li separava, ma ora la stessa pietra trasmetteva loro calore e assorbiva i battiti dei loro cuori.

Verbascum riaprì gli occhi, la pioggia era cessata, gli odori della terra e dell’erba e il respiro degli alberi erano dilatati e amplificati dalle gocce d’acqua, si mosse dunque d’istinto verso il punto in cui si era riparata la fanciulla ma non la trovò, trovò la sua impronta tra l’erba e accanto notò una piantina di cisto rosa, di cui prima non si era accorto, era minuscola, prese delle pietre e le dispose a cerchio per proteggerla. Perché proprio questa piantina, si sorprese a pensare, ve ne erano tante su quel lato della montagna così ben esposto, a sud ovest, a fine maggio era tutta una macchia di colore rosa brillante. Gli pareva che quei fiori di cisto fossero un poco come lui e un poco come lei ma non sapeva dire come o perché.

Grazie: un regalo bellissimo, un racconto inedito che si legge d’un fiato e rimane sospeso, come tutte le favole.

Ora chi prenderà in mano il testimone e continuerà la staffetta?

si accettano anche foto e poesie….

LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

Impressions chosen from another time

Frammenti di letteratura, poesia, impressioni

ROSEBUD - Arts, Critique, Journalism

A Multilingual Magazine - Rivista multilingue

vivodipoesia

Ci sarà dentro di te, e al di là dell'orizzonte, una piccola poesia. Ci sarà, e forse esiste già, al di là dell'orizzonte, una poesia anche per te.

il bisogno di scrivere

Scrittore è chiunque scrive

Meet The Artists - Art Box

Impara l'arte e non metterla da parte. Anto.

Il mio angolo

Quando trovo in questo mio silenzio una parola scavata, è nella mia vita come un abisso(G.Ungaretti)

LA PULCIONA VAGABONDA

ovvero appunti di vita pulciona

Camera con vista

un bel posto da dove guardare il mondo

Spunti da asporto

(ho visto bulbi che piangevano rugiada bicolore)

Borninspring

Somewhere is always spring

Taccuino da altri mondi

Avrei voluto veder accadere cose nella mia vita. Sapevo che niente era come sembrava, ma non riuscivo a trovarne una prova.

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