Roma, partire per andare

Il viaggio
A Maxime Du Camp

 

Ma i veri viaggiatori partono per partire;
cuori leggeri, s’allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!

 

I loro desideri hanno la forma delle nuvole,
e, come un coscritto sogna il cannone,
sognano voluttà vaste, ignote, mutevoli
di cui lo spirito umano non conosce il nome!

C. Baudelaire

e domani ci sarò

DEVI ANDARE

Risultati immagini per donna che si mette le calze  bianco e nero

Poichè sei a casa, stamattina, è bene che tu vada.

Non restare a dormire, a crogiolarti nel letto: c’è il sole, fuori, è primavera e cantano gli uccelli. Il giorno è chiaro, è libera la mente dopo il sonno.

Devi andare, stamattina, approffittare della notte serena, del giorno di aprile.

Profumo di caffè,  pane tostato, la marmellata di limoni perchè è un po’ amara e serve.  Poi l’auto, l’autostrada che si snoda veloce davanti, gli alberi che passano accanto e non hanno vera forma, il guardrail, la striscia bianca, il camion da superare.  Veloce, più veloce, e il motore canta, il volante dentro le  mani è amico, amante.

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Breve sosta, quasi nuova breve colazione, la libertà di fermarsi a guardare, poi il pieno, parlare con il benzinaio e ripartire. Volare verso un altro luogo, un’altra città, verso altre parole.

Ed il sole ti accoglie, pieno, ti scalda anche oggi, rinnova, illumina il cuore. Ci saranno altri giorni, altre notti – ci saranno altre pene, altri lamenti – ma oggi c’è la gioia di andare, di incontrare le amiche di un tempo, il piacere di stare a parlare prendendo un caffè, le risate, i ricordi… quell’amore infelice che Sandra aveva allora,  i figli grandi di adesso. La tua vita, la sua: strade diverse, il piacere di ritrovarsi. E Clara, che vive come sempre da sola, ed è felice di bastarsi. Clara con le risate piene, la lacrima facile. Ed il sole vi ha accolte, vi illumina mentre avanza il pomeriggio e corre veloce verso la sera.

Dovevi andare.

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Canzone di viaggio

Sole illumina il mio cuore,

vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!

Piacere più profondo non conosco sulla terra

se non di andare lontano.

Per la pianura seguo il mio corso,

il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi

per condividere la vita della nostra terra

dischiudo festoso i miei sensi.

E così ogni nuovo giorno mi deve

nuovi amici, nuovi fratelli indicare,

finché lieto posso tutte le forze celebrare,

e di ogni stella diventare ospite e amico.

Hermann Hesse

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P.S.: la città è Novara, mie le foto a colori.