Vanessa, la luce e il fuoco

su     DELL’ARTE E DEGLI ARTISTI

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MARTEDI’ VENTIQUATTRO FEBBRAIO, MATTINA

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La sveglia che suona alla solita ora, il sole timido di febbraio che filtra appena fra le strisce delle tapparelle, il silenzio.

La sveglia che suona ma non ti devi alzare, stamani.

Ti giri nel letto  tenendo ancora chiusi gli occhi, allunghi le gambe, ti copri di più; calore buono, profumo di casa, rumori lontani sulla strada.

Spegni la sveglia, forse dormi ancora un poco, chissà…

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C’è la gatta che sale sul letto, coda ritta, le fusa, il suo strusciarsi nei tuoi capelli.

Martedì ventiquattro febbraio, il silenzio – la quiete di una casa vuota, senza i suoi abitanti consueti – un tempo lento tutto da assaporare.

C’è un tepore lieve, fragrante di riposo e di tranquillità, nel letto. L’orologio non si muove, stamane, il tempo per ora non conta.

La gatta ti guarda, fa un breve passaggio sui libri che tieni sul comodino, a portata di mano,  poi si sdraia accanto a te.

Le piace il tempo lento, le piace il tepore del letto. Forse anche le piaci tu, ma coi gatti, chi sa…

Ora dorme anche lei.

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Un’altra casa, un altro letto, un altro corpo accanto; il calore di una pelle diversa dalla tua, il sole.

C’era il mare, davanti che sembrava entrare dalla finestra, attraverso i vetri chiusi. Era un’altra casa, un altro letto, un’altra vita. Era una storia diversa da questa, era più breve più veloce, era tempo ormai passato.

Ricordi: neppure tu ricordi bene quando, dove, se davvero hai vissuto quell’altra casa quell’altro letto. Quell’altra vita.

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Poi, alzi le tapparelle, fai entrare a fiotti il colore del giorno, prepari il caffè. Cammini avvolta nel pigiama blu,  trascinando le ciabatte come fossi una vecchia, un po’ stanca.

E’ soltanto avere tempo, prenderti un po’ di tempo.

Colazione seduta con il libro che pensavi da mesi di cominciare, la radio in sottofondo e notizie che non ti interessa ascoltare, ti serve aver  tempo per pensare più piano.

Ritrovare radici e foglie ferme anche nel vento, ritrovare l’asperità del tronco: riprendere in mano la tua voglia di intrecciare parole; temevi d’averla persa ormai.

Martedì ventiquattro febbraio, mattina.

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– Così veloce si accumula la vita che non ho il tempo di registrare l’ammucchiarsi, ugualmente veloce, delle riflessioni, che annoto sempre come mi vengono, per inserirle poi qui.

Virginia Woolf, mercoledì 19 marzo 1919

(Per le foto mi sto attrezzando, dei 10 ladri qualcuno l’ho cacciato… )